Costi nascosti nella telefonia mobile, l’inchiesta Altroconsumo


Le offerte telefoniche a tariffa fissa sono trappole piene di servizi non richiesti e costi in più. Quando li si scopre è tardi. E’ quanto racconta Altroconsumo nell’ultimo numero della sua rivista mensile, dove viene presentata una inchiesta sui costi che vengono spesso nascosti dai negozianti in fase di attivazione di una nuova SIM.

Sono stati analizzati 50 punti vendita dei diversi gestori, per verificare cosa dicono. Prima però, si parla del ritorno alla tariffazione su base mensile (imposta per legge), dove tutti gli operatori mobili si sono adeguati, ma a modo loro.

Infatti, se è vero che il numero delle fatture diminuisce da 13 a 12 su base annua, è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi il singolo importo viene aumentato dell’8,6%. Così la spesa annuale per gli utenti rimane esattamente la stessa, invece che diminuire.

Secondo Altroconsumo, il ritorno alla fatturazione mensile si trasforma in realtà in un aumento complessivo del 17.2%. Perché? Semplice, chi aveva ad esempio un contratto che includeva 500 minuti di chiamate ogni quattro settimane, usufruiva di 6.500 minuti complessivi all’anno.

Ora che i 500 minuti tornano ad essere accreditati ogni mese (quindi due o tre giorni dopo), i minuti annuali disponibili per le chiamate diventano 6.000. Con la conseguenza che il costo del singolo minuto diventa maggiore. E lo stesso vale per il corrispettivo degli sms e del traffico dati.

Inoltre, poiché la quantità di minuti, messaggi e giga inclusi nell’offerta non viene aumentata, bisognerà farsela bastare per un maggior numero di giorni, diventando più facile per l’utente sforare, con tariffe extrasoglia spesso carissime (come ad esempio i 29 centesimi al minuto della tariffa base Wind e Tre o 2 euro per singolo MB di traffico dati generato).

A questo vanno ad aggiungersi i costi che molti gestori applicano anche per servizi ritenuti essenziali dai clienti. Basti pensare ai 19 centesimi (più uno scatto alla risposta di 20 centesimi di euro) che Vodafone applica alle chiamate verso il numero utilizzato per conoscere il credito residuo.

Queste sono solo alcune delle gabole disseminate dagli operatori nei loro contratti telefonici. Si va dall’ascolto della segreteria telefonica ai servizi “ti ho cercato”, dai costi di attivazione a quelli per rinnovare il proprio piano tariffario fino al canone mensile per l’antivirus, che l’utente trova già attivati sulla SIM al momento della sottoscrizione del contratto.

Alcuni possono essere successivamente bloccati, è il caso del servizio “ti ho cercato” o della segreteria telefonica, ma le disattivazioni sono rese spesso macchinose.

Nei 50 punti vendita analizzati dall’inchiesta di Altroconsumo, è emerso che gli addetti alla vendita nella maggior parte dei casi tace sui servizi a pagamento già attivi sulla SIM.

Per ciascun gestore analizzato (TIM, Vodafone, Wind, Tre e Fastweb) Altroconsumo ha fatto visita in dieci punti vendita, due in ogni città dell’inchiesta: Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli.

Quasi tutti gli addetti dei negozi visitati non menzionano le possibili spese aggiuntive presenti sulla SIM: 48 negozi su 50. Solo due punti vendita Vodafone romani, uno in piazza Re di Roma e l’altro in via Marco Polo, li dichiarano.

Anche Fastweb, che ha puntato con la sua ultima campagna pubblicitaria sulla trasparenza (con lo slogan “Quello che vedi = quello che paghi”) nei punti vendita visitati da Altroconsumo non menzionano i costi previsti in fase di attivazione SIM, anche se in questo caso va riconosciuto che il gestore ha reso gratuiti vari servizi indispensabili, come “ti ho chiamato” (che avvisa delle chiamate perse a telefono spento o non raggiungibile); il servizio di segreteria telefonica e il controllo del credito residuo.

I negozi di tre operatori su quattro poi, non citano i costi previsti in caso di recesso anticipato dell’offerta. Tutte pratiche che potrebbero presto favorire il nuovo gestore Iliad, pronto al lancio in Italia e che punterà proprio su tariffe basse e trasparenti (come dichiarato dallo stesso AD Benedetto Levi).


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