Microsoft tra flessione in Borsa e la scommessa sull’AI al Super Bowl

Microsoft tra flessione in Borsa e la scommessa sull’AI al Super Bowl

La recente seduta finanziaria del 6 febbraio ha evidenziato un momento di incertezza per Microsoft Corp sui mercati azionari. Il titolo del gigante tecnologico ha registrato una flessione dell’1,81%, chiudendo le contrattazioni a quota 336,6. È stata una giornata caratterizzata da una certa volatilità, con le azioni che hanno oscillato tra un minimo di 332,85 e un massimo di 341, partendo da un’apertura di 335,35. Gli scambi sono stati comunque significativi: con 570 contratti conclusi, sono passate di mano quasi diecimila azioni, per un controvalore complessivo che ha superato i 3,3 milioni. Questa pressione sul titolo, inserita in un contesto più ampio di vendite che ha colpito il settore tecnologico nell’ultima settimana, non ha tuttavia frenato le ambizioni commerciali dell’azienda, che ha scelto una delle vetrine più prestigiose al mondo per rilanciare la sua tecnologia di punta.

La strategia dietro lo spot del Super Bowl 60

Nonostante le turbolenze di mercato, Microsoft ha deciso di flettere i muscoli della sua intelligenza artificiale durante il Super Bowl 60. L’azienda ha mandato in onda uno spot a tema calcistico, perfettamente in linea con l’evento, per dimostrare le capacità generative del suo chatbot Copilot. La pubblicità, diretta dal regista di Svalvolati on the road Walt Becker e prodotta da Panay Films — l’agenzia guidata dal produttore Andrew Panay — non è però un contenuto inedito creato appositamente per la finale. Un portavoce dell’azienda ha chiarito che si tratta piuttosto dell’estensione di una campagna già esistente, sottolineando una strategia di continuità piuttosto che un lancio ex novo.

Copilot scende in campo con la NFL

Nello scenario descritto dallo spot, la tecnologia si integra direttamente nelle dinamiche sportive. Mentre un linebacker scatta per 40 yard a una velocità fulminea, due reclutatori a bordo campo aprono la scheda di Copilot all’interno di Microsoft Excel. La richiesta inserita nel sistema è specifica e tecnica: “crea un grafico dei migliori prospetti linebacker con tempi sulle 40 yard inferiori a 4,6 secondi”. La risposta del chatbot è istantanea, generando statistiche chiave e grafici a barre che mappano i dati storici richiesti.

La dimostrazione non si ferma alla superficie. I reclutatori spingono l’analisi un livello più in basso, chiedendo all’AI di filtrare ulteriormente i tre atleti con le migliori capacità di leadership e di proiettare quale di questi potrebbe superare i 100 placcaggi. La scelta ricade su un unico candidato che, quasi a voler confermare la predizione, abbatte immediatamente un innocente passante sul campo. “È lui il ragazzo”, esclamano i reclutatori. I trenta secondi si chiudono celebrando la storica partnership con la NFL, iniziata nel 2013, affiancando il logo della lega a quello di Microsoft 365 Copilot.

La necessità di convertire utenti in abbonati

Dietro l’aspetto spettacolare e l’ironia della pubblicità si cela una necessità di business stringente, resa ancora più urgente dalle recenti performance azionarie. Lo spot rappresenta una spinta tempestiva per acquisire nuovi abbonati a Copilot. Sebbene la suite Microsoft 365 vanti una base impressionante di 450 milioni di postazioni paganti, i dati emersi durante l’ultima conferenza sugli utili rivelano che solo 15 milioni di utenti pagano per i servizi di Copilot. Si tratta di circa il 3,3% del totale, un margine di crescita enorme che l’azienda deve assolutamente colmare per giustificare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e rassicurare gli investitori dopo i recenti cali in borsa.