Sembra che l’età dell’oro degli smartphone stia affrontando una fase di forte stanca. Stando a IDC, a livello globale il dispositivo che diamo più per scontato nelle nostre vite potrebbe registrare quest’anno la flessione di vendite più pesante di sempre. Negli Stati Uniti, il quadro del primo trimestre del 2026 tracciato da Omdia non fa che confermare questo trend: le spedizioni sono scese del 3% su base annua, fermandosi a 33,4 milioni di unità. Non è difficile intuire il perché. Tra le politiche di upgrade degli operatori telefonici decisamente più restrittive, i costi dei componenti – memorie e storage in primis – schizzati verso l’alto e i continui ritardi nel lancio dei vari flagship, il mercato è diventato un terreno scivoloso. I consumatori tengono lo stesso telefono in tasca molto più a lungo; d’altronde, con i prezzi attuali e aggiornamenti hardware che sanno sempre meno di rivoluzione, cambiare dispositivo non è più una priorità.
Eppure, in questo ecosistema che rallenta, Apple resta intoccabile. Negli USA l’azienda di Cupertino continua a fare la voce grossa, controllando un mostruoso 60% del mercato. Certo, c’è stata una lieve contrazione del 3% rispetto al primo trimestre del 2025, con 19,9 milioni di iPhone spediti, ma restano il player da battere e non di poco. Per Apple mantenere questo vantaggio competitivo è vitale, perché l’iPhone fa da vero e proprio traino: è il buco nero che attira le persone nel loro mondo fatto di smartwatch, app, servizi in abbonamento e sistemi di pagamento. Questa reticenza generale a sborsare cifre importanti mette però una pressione enorme sul prossimo ciclo di lanci di Cupertino. Gli investitori sono alla finestra e vogliono capire se le prossime feature basteranno a rimettere in moto l’entusiasmo di chi compra. Curiosamente, mentre in Occidente si arranca, ad aprile 2026 il mercato cinese ha dato un segnale di risveglio netto, con Apple e altri marchi stranieri che sono riusciti a recuperare terreno prezioso.
Tornando al mercato a stelle e strisce, è impressionante notare come i primi cinque OEM si spartiscano da soli il 98% di tutta la torta, lasciando agli altri solo le briciole. Dietro al monopolio di Apple troviamo la solita Samsung, che si piazza seconda ma a debita distanza: si prende il 24% del mercato con 7,9 milioni di smartphone spediti, registrando però un calo del 5% anno su anno. Ma la vera anomalia statistica di questo inizio 2026 è Motorola. L’azienda è letteralmente l’unica della top 5 a viaggiare controcorrente. Con 3,6 milioni di dispositivi e un solido 11% di market share, Motorola ha messo a segno una crescita del 18% rispetto al Q1 2025. Numeri che fanno rumore, specie se si guarda nelle retrovie. Google, per dire, si deve accontentare del quarto posto con appena 800.000 unità spedite (un misero 3% del mercato) e un calo del 7%, accompagnata a ruota da TCL, anch’essa in perdita in un settore che oggi non fa sconti a nessuno.